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Riforme

L’Urlo di Munch

   

CONTRORIFORMA MORATTI
Il Tar sospende il portfolio

Il Tar del Lazio ha dato la sospensiva sulla circolare riguardante il Portfolio.
Il ricorso in questione era stato presentato da alcuni genitori ed avanzava gli stessi argomenti di quello presentato dalla FLC Cgil.
I punti contestati al MIUR riguardano infatti la valutazione della religione, integrata e non separata, e la biografia dell’alunno, non coperta dal dovuto regolamento sul trattamento dei dati sensibili.
Con questa decisione il Tar dà ragione a quanto la FLC Cgil ha sempre detto in merito e avvalora la battaglia che in molte scuole si è ingaggiata sulla scorrettezza e sulla non prescrittività delle indicazioni contenute nella circolare 84 di cui la FLC Cgil chiedeva il ritiro.
Ora il MIUR ha due strade: appellarsi al Consiglio di Stato affinché sospenda la sospensiva andando però incontro al rischio di un’ulteriore sconfitta o, come sembra più probabile, dare indicazione alle scuole di certificare separatamente la religione e non compilare la biografia dello studente, mettendo però anche in discussione la coerenza con un altro aspetto del portfolio, quello della certificazione delle competenze.
Naturalmente seguire questa seconda via è il minimo che il MIUR possa fare per ottemperare alle obiezioni del Tar, anche se non è certo la soluzione di tutte le indicazioni sbagliate contenute nella circolare 84 e nella concezione di valutazione che il MIUR porta avanti. 

 

 

RIFORMA SCUOLA ELEMENTARE

Sentenza TAR di Lecce sul “morattiano tutor


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RIFORMA SCUOLA MEDIA

ORDINE DEL GIORNO APPROVATO DALL’ASSEMBLEA DEGLI
INSEGNANTI DI EDUCAZIONE TECNICA


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LETTERA APERTA SULLA RIFORMA MORATTI: EDUCAZIONE TECNICA
LEONARDO COSTANTINO

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RIFORMA SCUOLE SUPERIORI


16 settembre 2005

RINVIATA DI UN ANNO L’ATTUAZIONE DEL DECRETO

RITIRATA LA SPERIMENTAZIONE


Decreto secondo ciclo: attuazione rinviata

LE REGIONI FERMANO L’ATTUAZIONE DEL DECRETO SULLA SECONDARIA
EVITATI DANNI IRREVERSIBILI
L’INIZIATIVA CONTRO IL DECRETO ORA È PIÙ FORTE





Schema di decreto approvato dal Consiglio dei Ministri il 27-5-2005


SINTESI


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APPROVATO IN SORDINA
IL DECRETO SULLA SCUOLA SECONDARIA SUPERIORE


Ma la partita non è ancora chiusa!

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SECONDARIA SUPERIORE: SINTESI (PROBABILE) DELLO SCHEMA DI DECRETO APPROVATO DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI IL 27 MAGGIO 2005

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Riforma Moratti: una nuova lotteria
Silvio Torre

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Documento approvato dal Collegio Docenti dell’IPA Pollini di Mortara

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MODELLO DI MOZIONE PER GLI ISTITUTI TECNICI

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Il decreto sulle superiori, il liceo scientifico, il ruolo della Matematica
Bruno Moretto

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LA MORATTI DISTRUGGE LA SCUOLA SUPERIORE SECONDARIA:
MENO ISTRUZIONE, MENO DIRITTI, MENO RISORSE, MENO INSEGNANTI

Lo schema di Decreto legislativo sulla scuola secondaria e la proposta di quadri orario per il percorso liceale presentati i giorni scorsi dal Ministro dell'Istruzione Moratti confermano la scelta politica di costruire un sistema duale che porti ad una netta separazione tra mani e menti, tra cultura e lavoro, tra quanti potranno studiare nei licei ed aspirare ai livelli alti della società e una grande quantità di ragazzi che, invece, saranno destinati ad un rapido inserimento nel mercato del lavoro. Il modello prevede la scelta già a poco più di tredici anni tra

· un sistema liceale che, pur articolato in alcuni dei suoi indirizzi, si caratterizza per
o un impianto (quinquennale) fortemente teorico
o un gran numero di discipline con un ridotto numero di ore di insegnamento (il che fa presupporre un forte calo degli organici)
o la drastica riduzione delle discipline professionalizzanti
La tanto propagandata scuola delle tre I (inglese, informatica e impresa) vede praticamente in tutti gli indirizzi ridotte le ore di inglese, matematica/informatica e delle materie professionalizzanti legate al mondo dell’impresa.

· un secondo canale regionale di istruzione e formazione professionale ancora non bene definito (chi ci confluirà?) ma che si preannuncia come finalizzato ad un veloce inserimento nel mondo del lavoro e che avrà le seguenti caratteristiche:
- percorsi brevi (triennali o quadriennali)
- un numero ridotto di ore 30 (di cui solo 50% obbligatorie, il 25% opzionali ed almeno il 25% destinato all’apprendimento in contesti di lavoro: sostanzialmente poco più di 15 ore settimanali di lezione)
- centralità del lavoro come momento formativo
- bassi requisiti professionali richiesti ai docenti (vengono equiparati docenti abilitati ed esperti con 5 anni di esperienza nel settore professionale di riferimento).
Occorre molta fantasia (o mala fede) per immaginare che si possa passare al sistema liceale partendo da corsi triennali (di basso livello) per piastrellista, addetto alla ricezione e spedizione merci, addetto alla segreteria e centralino (sono alcune dei percorsi triennali previsti nella bozza proposta dalla Regione Lombardia). E’ questa l’istruzione e formazione professionale di pari dignità con l’istruzione liceale?
E quale sarà il destino dei docenti degli istituti di istruzione secondaria superiore? Riduzione del loro numero, confluenza casuale in un sistema formativo o nell’altro (e quali saranno le regole contrattuali dei due sistemi?), spesso una vera e propria dequalificazione professionale?
Riteniamo che sia necessario esprimere un fermo e deciso rifiuto di questo schema di decreto richiedendone il ritiro e l’avvio di una seria consultazione delle scuole.
In questa fase come FLC Cgil Scuola ribadiamo:
- la necessità di rifiutare le sperimentazioni promosse nell’ambito dell’accordo tra Direzione Scolastica Regionale e Regione Lombardia
- la difesa dell’attuale istruzione tecnico-professionale, che deve essere riformata e riqualificata per rispondere ai nuovi bisogni formativi e contro la dispersione, MA NON VA DISTRUTTA!
- la necessità di una vera riforma scolastica che estenda l’obbligo scolastico, preveda un biennio unitario e orientativo, garantisca un sistema di istruzione tecnica-professionale di qualità all’interno di un piano d’istruzione nazionale e si ponga il problema del superamento del fenomeno della dispersione scolastica attualmente a livelli inaccettabile per un paese europeo.
Su questi temi la Flc Cgil promuove una campagna di informazione e di protesta.