SUPERIORI

Gli schemi del Ministro Moratti:
ovvero
…e se il C.T. della Nazionale di calcio schierasse Buffon centravanti?

Certo, Gianluigi Buffon è forse il miglior portiere del mondo. Ma se venisse schierato al centro dell’attacco non crediamo che farebbe una gran bella figura. E se il C. T. della Nazionale insistesse per farlo giocare in questo ruolo sostenendo che tanto un calciatore deve saper giocare in ogni settore del campo, probabilmente mezza Italia insorgerebbe e ne chiederebbe le dimissioni.
Eppure il Ministro Moratti sta usando lo stesso criterio nel riformare la scuola secondaria superiore a danno dei nostri figli ed è ancora al suo posto nel silenzio generale.
Perché dal momento che le è stato fatto notare che nella prima versione della riforma c’erano troppe discipline, il Ministro ha pensato bene di raccoglierle insieme e quindi ogni insegnante insegnerà più discipline.

Tanto per cominciare nei licei Tecnologici il docente di lettere insegnerà anche Arte e Musica.
La seconda lingua verrà insegnata dal docente di Inglese (se la seconda lingua è per esempio il francese e l’insegnante ha dato, oltre all’inglese, solo esami di tedesco non importa).
Nei Licei Linguistici la Fisica verrà insegnata dal docente di Biologia (e viceversa?) perché viene creato il raggruppamento Biologia, Chimica, Fisica e Scienze della Terra.
Nei Licei Economici compare il Latino accorpato all’Italiano (ma si dà il caso che gli attuali docenti degli Istituti Tecnici Commerciali da cui dovrebbero nascere i Licei Economici non siano abilitati all’insegnamento del Latino).
Nel sistema dell’Istruzione Professionale che dovrebbe assorbire gli attuali Istituti Professionali e parte dei Tecnici potranno insegnare docenti scelti dalla Regione che hanno come unico titolo cinque anni di esperienza nel settore (e nessun titolo di studio specifico).
Il tutto spacciato per modernità.
È evidente che a questo Governo della Scuola in realtà non importa nulla: l’importante è tagliare posti e strutture. La professionalità dei docenti e la qualità dell’insegnamento sono dettagli insignificanti.
Non è un caso che in sede di presentazione della riforma il Ministro si sia presentato senza alcuna bozza (è stata consegnata giorni dopo) ma solo con i quadri orari (finalità, obiettivi, competenze, abilità sono dettagli secondari).
Ma vediamo ancora qualche dettaglio di questa riforma:
Dal momento che i ragazzi stanno troppo tempo a scuola bisogna aiutarli: quindi via una buona fetta di matematica dai Licei Classici (scompare il diffusissimo Piano Nazionale di Informatica), via il Latino dai Licei Scientifici (due ore alla settimana dalla prima alla quarta, nessuna ora in quinta), diminuiscono anche le ore di Matematica sempre rispetto al Piano Nazionale di Informatica.
E negli Istituti Tecnici? Nei Licei Tecnologici le materie tecniche scompaiono o quasi (i laboratori costano sia in termini di strutture che di personale): prendiamo ad esempio l’indirizzo Meccanico; al terzo e quarto anno tre ore di Tecnologie Informatiche e in terza, quarta e quinta sei – sette ore di una fantomatica nuova materia: Processi Tecnologici. Tanto poi gli studenti dovranno comunque frequentare l’Università perché non conseguono più un diploma abilitante alla professione.
E l’Istruzione Formazione Professionale? Poveri ragazzi, costretti a scuola quando vorrebbero andare subito a lavorare. Quindici ore settimanali di cultura generale (tre mattine) e poi a imparare il lavoro sul campo: l’importante è per esempio che l’industria dolciaria abbia esperti in bignè. E se per caso fra qualche anno gli italiani decidono di stare più attenti alla glicemia e l’industria dolciaria chiude? Come si ricicla sul mercato del lavoro chi ha imparato solo a fare bignè e non ha acquisito l’insegnamento fondamentale della scuola ossia imparare ad apprendere?
Affari suoi, mica del Governo Berlusconi.

Silvio Torre



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